Che nessuno si muova, se non volete che succeda un macello! Non è una rapina a mano armata, ma l’intimazione necessaria perchè il Cagliari non vada verso il suicidio. Troppe voci si sentono in giro su ulteriori partenze che sarebbero un salto nel vuoto. Smantellare di botto il telaio della squadra non è compatibile con il concetto di rinnovare gradualmente. Sono due cose opposte e in netto contrasto ma con un confine dettato da pochi u0mini. Il proposito del Presidente per niente segreto è quello “di lasciare la moglie, trovata con il parrucchiere” (metafora utilizzata in una intervista televisiva dello scorso anno). Parla di tradimento anche se il concetto è più sottile: si è convinto che ci siano calciatori che abbiano posto il loro interesse davanti a quello della società. Fondate o meno che siano queste preoccupazioni, il nodo è che cambiare troppo può essere una forma di suicido (proprio come il celebre “dispetto” alla moglie, del proverbio sardo). Canini e Agostini sono già due pezzi da cambiare. Ariaudo e Rossettini i candidati, con Perico a seguire e Avelar a venire (?).  Cedere Astori che ha scelto “il campionato italiano” e non “Cagliari per sempre” significherebbe dover ricreare la difesa, punto di forza della scorsa stagione. A centrocampo Ekdal, Dessena e Nainggolan potrebbero indurre a pensare si possa fare a meno di COnti (PERICOLO NOTEVOLE!). Sapendo che il Presidente ci pensa, qualche sirena si è accesa. E poi Cossu. Il tridente sembra essere nelle corde di Ficcadenti ora che ha Sau, Pinilla, Ibarbo, Ribeiro oltre che Cossu. Accelerare il rinnovamento e farsi prendere la mano è pericoloso. Lo sa anche la mia scaltra gattina caduta dal quarto piano perchè pensava di avere il passerotto in pugno.